Analisi Comparativa
1. Premessa, obiettivo e significatività di riferimento
In conformità a ISA Italia 520.6, in prossimità della conclusione della revisione sono state svolte procedure di analisi comparativa sul bilancio definitivo dell’esercizio chiuso al 31/12/2025, come da progetto approvato dall’Amministratore Unico il 26/03/2026. L’obiettivo è formare una conclusione generale sulla coerenza complessiva del bilancio con la comprensione dell’impresa e del contesto acquisita in pianificazione, verificando che le risultanze delle procedure di Fase D siano tra loro coerenti e che non emergano relazioni inusuali o inattese non precedentemente identificate e investigate.
L’analisi ha funzione confermativa e retrospettiva e non modifica lo scoping definito in pianificazione (WP_C05): documenta cosa è stato fatto e con quali esiti. Il dettaglio per singola voce — variazione in valore assoluto e percentuale, procedura di Fase D, risultanza e riferimento al working paper di testing — è riportato nel foglio-madre, aggiornato con i saldi definitivi; il presente memorandum ne sintetizza l’esito. Trattandosi di primo esercizio del triennio 2025-2027 in continuità revisore-revisore, i saldi comparativi 2024 sono stati assoggettati a revisione dal medesimo soggetto e non presentano profili di apertura ai sensi di ISA Italia 710. Il rischio dell’incarico è valutato basso e la società non presenta indebitamento finanziario bancario, circostanza che esclude tensioni di liquidità o vincoli finanziari rilevanti ai fini della continuità aziendale.
Significatività definitiva di riferimento (WP_E01, confermata rispetto a WP_C01):
| Parametro | Valore | Base |
|---|---|---|
| Significatività complessiva (OM) | 858.000 | 2,0% dei ricavi delle vendite |
| Significatività operativa (PM) | 729.300 | 85% dell’OM |
| Soglia per correzioni chiaramente trascurabili (CT) | 36.465 | 5% della PM |
Sono stati assunti a oggetto di specifica indagine (§5) le variazioni di importo superiore alla PM (729.300) e gli scostamenti di indice non lineari rispetto all’andamento dei volumi.
2. Analisi comparativa dello stato patrimoniale
Attivo (schema art. 2424 c.c.)
| Voce | 2025 | 2024 | Δ | Δ% |
|---|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni immateriali | 414.000 | 495.000 | (81.000) | (16,4%) |
| Immobilizzazioni materiali | 3.549.000 | 3.384.000 | 165.000 | 4,9% |
| Immobilizzazioni finanziarie | 165.000 | 165.000 | − | − |
| Rimanenze di merci | 6.930.000 | 5.775.000 | 1.155.000 | 20,0% |
| Crediti verso clienti | 1.485.000 | 1.353.000 | 132.000 | 9,8% |
| Crediti tributari e altri | 660.000 | 594.000 | 66.000 | 11,1% |
| Disponibilità liquide | 2.394.000 | 1.965.000 | 429.000 | 21,8% |
| Ratei e risconti attivi | 84.000 | 99.000 | (15.000) | (15,2%) |
| Totale attivo | 15.681.000 | 13.830.000 | 1.851.000 | 13,4% |
Passivo (schema art. 2424 c.c.)
| Voce | 2025 | 2024 | Δ | Δ% |
|---|---|---|---|---|
| Patrimonio netto | 3.873.000 | 3.135.000 | 738.000 | 23,5% |
| Fondi per rischi e oneri | 297.000 | 249.000 | 48.000 | 19,3% |
| Trattamento di fine rapporto | 1.023.000 | 924.000 | 99.000 | 10,7% |
| Debiti verso fornitori | 6.765.000 | 5.808.000 | 957.000 | 16,5% |
| Debiti verso soci (Beta Holding c/utili) | 744.000 | 825.000 | (81.000) | (9,8%) |
| Debiti tributari | 1.404.000 | 1.254.000 | 150.000 | 12,0% |
| Debiti previdenziali | 660.000 | 612.000 | 48.000 | 7,8% |
| Altri debiti | 915.000 | 1.023.000 | (108.000) | (10,6%) |
| Totale passivo | 15.681.000 | 13.830.000 | 1.851.000 | 13,4% |
L’espansione dell’attivo (+1.851.000) è concentrata nel capitale circolante — rimanenze (+1.155.000) e disponibilità liquide (+429.000) — ed è finanziata dall’autofinanziamento (utile trattenuto) e dall’incremento dei debiti verso fornitori (+957.000). Le immobilizzazioni immateriali si riducono di 81.000 perché l’ammortamento dell’esercizio (231.000) eccede le nuove capitalizzazioni (150.000, testate in WP_D01 § 5 con copertura del 92,3%); le materiali crescono di 165.000, saldo tra investimenti dell’esercizio e ammortamenti, coerente con l’allestimento del nuovo punto vendita PV05. Le variazioni superiori alla PM — rimanenze, patrimonio netto, debiti verso fornitori — sono analizzate al §5.
3. Analisi comparativa del conto economico
Schema art. 2425 c.c.
| Voce | 2025 | 2024 | Δ | Δ% |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi delle vendite e prestazioni (A1) | 42.900.000 | 42.075.000 | 825.000 | 2,0% |
| Altri ricavi e proventi (A5) | 330.000 | 297.000 | 33.000 | 11,1% |
| Valore della produzione (A) | 43.230.000 | 42.372.000 | 858.000 | 2,0% |
| Materie prime, di consumo e merci (B6) | 29.535.000 | 28.794.000 | 741.000 | 2,6% |
| Servizi (B7) | 5.199.000 | 5.034.000 | 165.000 | 3,3% |
| Godimento di beni di terzi (B8) | 2.310.000 | 2.277.000 | 33.000 | 1,4% |
| Personale (B9) | 4.044.000 | 3.780.000 | 264.000 | 7,0% |
| Ammortamenti e svalutazioni (B10) | 858.000 | 825.000 | 33.000 | 4,0% |
| Variazioni rimanenze di merci (B11) [1] | (1.155.000) | (576.000) | (579.000) | 100,5% |
| Accantonamenti per rischi (B12) | 132.000 | 117.000 | 15.000 | 12,8% |
| Oneri diversi di gestione (B14) | 198.000 | 183.000 | 15.000 | 8,2% |
| Totale costi della produzione (B) | 41.121.000 | 40.434.000 | 687.000 | 1,7% |
| Differenza A − B (risultato operativo) | 2.109.000 | 1.938.000 | 171.000 | 8,8% |
| Proventi e oneri finanziari netti © | 33.000 | 24.000 | 9.000 | 37,5% |
| Risultato prima delle imposte | 2.142.000 | 1.962.000 | 180.000 | 9,2% |
| Imposte sul reddito (20) | 660.000 | 807.000 | (147.000) | (18,2%) |
| Utile dell’esercizio | 1.482.000 | 1.155.000 | 327.000 | 28,3% |
Nota [1] — la voce B11 è rettificativa in diminuzione dei costi: l’importo negativo riflette l’incremento delle rimanenze di merci (+1.155.000 nel 2025, +576.000 nel 2024) e riconcilia con la corrispondente variazione dell’attivo patrimoniale.
Il costo del venduto e il margine lordo commerciale si determinano come segue:
Costo del venduto 2025 = acquisti merci (B6) − incremento rimanenze (B11)
= 29.535.000 − 1.155.000 = 28.380.000
Costo del venduto 2024 = 28.794.000 − 576.000 = 28.218.000
Margine lordo 2025 = (42.900.000 − 28.380.000) / 42.900.000 = 14.520.000 / 42.900.000 = 33,8%
Margine lordo 2024 = (42.075.000 − 28.218.000) / 42.075.000 = 13.857.000 / 42.075.000 = 32,9%
La crescita dell’utile (+327.000, +28,3%) è trainata in parti sostanzialmente equivalenti da tre fattori tra loro coerenti: il maggior margine operativo (+171.000, da leggersi congiuntamente al recupero di margine lordo di +0,9 punti percentuali) e il minor carico fiscale (−147.000). L’incremento dei ricavi (+2,0%) e del valore della produzione (+2,0%) è allineato alla crescita dei costi per acquisti e servizi, senza scostamenti di segno o di ordine di grandezza inattesi; le voci di costo si muovono in linea con i volumi, salvo il personale (+7,0%) e il carico fiscale, esaminati al §5.
4. Analisi per indici
Gli indici sono calcolati sui saldi definitivi e confrontati con l’esercizio precedente. Il costo del venduto è determinato come al §3; DSO e DPO sono espressi su base 365 giorni, con denominatore rispettivamente i ricavi delle vendite e gli acquisti di beni e servizi (B6+B7+B8 = 37.044.000 nel 2025; 36.105.000 nel 2024).
| Indice | 2025 | 2024 | Δ |
|---|---|---|---|
| Margine lordo commerciale | 33,8% | 32,9% | +0,9 p.p. |
| Incidenza costo del personale sui ricavi | 9,4% | 9,0% | +0,4 p.p. |
| Risultato operativo / valore della produzione | 4,9% | 4,6% | +0,3 p.p. |
| Utile / ricavi (ROS netto) | 3,5% | 2,7% | +0,8 p.p. |
| Rotazione del magazzino (giorni di giacenza) | 89 | 75 | +14 gg |
| Giorni medi di incasso clienti (DSO) | 13 | 12 | +1 gg |
| Giorni medi di pagamento fornitori (DPO) | 67 | 59 | +8 gg |
| Aliquota fiscale effettiva | 30,8% | 41,1% | (10,3 p.p.) |
Il quadro degli indici è internamente coerente e conferma la lettura dei saldi. Il recupero di redditività (ROS netto da 2,7% a 3,5%) discende dal miglioramento del margine lordo e dalla normalizzazione dell’aliquota fiscale. La rotazione del magazzino si allunga di 14 giorni (89 contro 75) e i giorni di pagamento fornitori di 8 giorni (67 contro 59): entrambi gli scostamenti sono coerenti con l’allestimento e il primo approvvigionamento del punto vendita PV05, e trovano riscontro nelle variazioni patrimoniali di rimanenze e debiti verso fornitori. Il DSO resta contenuto (13 giorni), coerente con un’attività di commercio al dettaglio a incasso prevalentemente immediato.
5. Indagine sulle fluttuazioni significative e sulle relazioni inattese (ISA Italia 520.7)
Rimanenze di merci (+1.155.000; +20,0%) — WP_D03. La variazione supera la PM ed è concentrata sull’avvio del punto vendita PV05. La rotazione si allunga da 75 a 89 giorni di giacenza, incremento fisiologico per un magazzino di primo impianto. L’area, identificata in pianificazione come a rischio di valutazione, è stata assoggettata in Fase D a procedure di verifica dell’esistenza (osservazione delle conte fisiche al 31/12/2025), della valutazione al minore tra costo e valore di presumibile realizzo (OIC 13, art. 2426, n. 9 c.c.) e dell’analisi di anzianità e obsolescenza. Non sono emerse necessità di svalutazione oltre quelle già rilevate; l’incremento è supportato dalle giacenze fisiche del nuovo punto vendita. Esito coerente.
Debiti verso fornitori (+957.000; +16,5%) — WP_D09. La variazione supera la PM. In pianificazione l’area era classificata a rischio di completezza. Le procedure di Fase D hanno incluso la ricerca di passività non contabilizzate (esame dei pagamenti e delle fatture ricevute nel periodo successivo alla chiusura), il test di cut-off sugli acquisti a cavallo d’esercizio e la riconciliazione dei principali estratti conto fornitori. L’allungamento del DPO (da 59 a 67 giorni) è coerente con il maggior volume di acquisti e con l’approvvigionamento iniziale di PV05 regolato a dilazione. Non sono emerse passività non registrate di importo superiore alla CT. Esito coerente (OIC 19).
Ricavi e valore della produzione (+825.000 / +858.000; +2,0%) — WP_D12. La crescita è allineata all’andamento del settore e all’apporto parziale di PV05 sull’esercizio. Il recupero di margine lordo di +0,9 punti percentuali, verificato in Fase D, è riconducibile al mix di vendita del nuovo punto vendita e alla minore incidenza degli sconti promozionali; nessuno scostamento risulta incoerente con i volumi o con la marginalità attesa.
Patrimonio netto (+738.000; +23,5%) — WP_D07. L’incremento è interamente riconducibile alla dinamica dei risultati. La movimentazione riconcilia come segue:
Patrimonio netto al 01/01/2025 3.135.000
Distribuzione utile 2024 a socio (dividendo) (744.000)
Utile dell'esercizio 2025 1.482.000
Patrimonio netto al 31/12/2025 3.873.000
(riclassifiche interne utile 2024 → riserve: statutaria +57.750; altre riserve +353.250)
La destinazione dell’utile 2024 (1.155.000) decisa dal socio unico si articola in riserva statutaria 57.750, altre riserve 353.250 e quota al socio 744.000; le riserve statutarie passano quindi a 222.750 e le altre riserve a 518.250. Il debito verso il socio unico (Beta Holding S.r.l., conto utili) si riduce da 825.000 a 744.000: nel 2025 è stato regolato il dividendo relativo all’esercizio 2023 (825.000) ed è stato iscritto il nuovo dividendo di 744.000 sull’utile 2024. La proposta di destinazione dell’utile 2025 (1.482.000: statutaria 74.100, straordinaria 174.000, altre riserve 165.900, socio 1.068.000) costituisce fatto successivo alla chiusura, non riflesso nei saldi 2025 (OIC 29; art. 2433 c.c.). Movimentazione coerente e priva di elementi inattesi (OIC 28).
Aliquota fiscale effettiva (da 41,1% a 30,8%; −10,3 p.p.) — WP_D11. È l’unica relazione non lineare rispetto all’andamento del risultato: il carico fiscale diminuisce (−147.000) a fronte di un risultato ante imposte in crescita (+180.000). La fluttuazione, non attesa, è stata specificamente indagata ai sensi di ISA Italia 520.7.
Aliquota fiscale effettiva 2025 = 660.000 / 2.142.000 = 30,8%
Aliquota fiscale effettiva 2024 = 807.000 / 1.962.000 = 41,1%
L’analisi ha ricondotto lo scostamento all’aliquota effettiva 2024, gravata da componenti non deducibili di natura non ricorrente e da una base imponibile IRAP più ampia; l’esercizio 2025 rientra su livelli fisiologici, coerenti con la sommatoria dell’aliquota IRES e del carico IRAP ordinario. Le imposte correnti sono state riconciliate in Fase D con il calcolo di competenza e con i debiti tributari (1.404.000, +150.000; +12,0%), a loro volta coerenti con il maggior utile e con l’IVA a debito di fine periodo. La differenza trova spiegazione integrale (OIC 25) e non genera errori.
Voci minori (sotto o intorno alla PM). Le disponibilità liquide crescono di 429.000 per generazione di cassa in assenza di indebitamento; i crediti verso clienti (+132.000) e tributari (+66.000), il TFR (+99.000; OIC 31), i fondi rischi (+48.000), i debiti previdenziali (+48.000) e gli altri debiti (−108.000) si muovono entro ampiezze coerenti con i volumi e con il numero di dipendenti. Nessuna richiede indagine ulteriore.
6. Coerenza con le procedure di Fase D e riepilogo degli errori
Per ciascuna voce significativa le procedure di Fase D, documentate nei working paper d’area e riepilogate nel foglio-madre, hanno fornito elementi probativi sufficienti e appropriati a supporto dei saldi definitivi. L’analisi comparativa non ha prodotto errori aggiuntivi rispetto a quelli già rilevati. Il riepilogo degli errori non corretti (SAUM, WP_E04) evidenzia differenze individualmente non superiori alla soglia CT e, in aggregato, ampiamente inferiori alla PM e all’OM; non si configura pertanto alcun errore significativo, singolo o cumulato, tale da incidere sul giudizio (ISA Italia 450). Le risultanze confermano il risk assessment di pianificazione, che non richiede revisione.
7. Conclusione
Le procedure di analisi comparativa svolte in prossimità della conclusione della revisione, in conformità a ISA Italia 520.6, evidenziano che:
- le variazioni rispetto all’esercizio precedente sono coerenti con la comprensione dell’impresa e del contesto in cui opera, e riconciliano tra stato patrimoniale, conto economico e indici;
- per ciascuna voce significativa le procedure di Fase D hanno fornito elementi probativi sufficienti e appropriati;
- non sono emerse relazioni inusuali o inattese non precedentemente identificate e investigate; l’unico scostamento di indice non lineare — l’aliquota fiscale effettiva — è stato indagato ai sensi di ISA Italia 520.7 e trova spiegazione coerente, senza generare errori.
Il bilancio definitivo al 31/12/2025 è complessivamente coerente: il margine lordo commerciale (33,8%) e l’utile d’esercizio (1.482.000) sono confermati e privi di anomalie residue. L’esito costituisce input per la conferma del risk assessment (STEP 4) e per la relazione di revisione (WP_E10), non evidenziando elementi ostativi all’emissione di un giudizio senza modifica.